Il contenuto del presente blog è coperto dai canoni e dalle regole del buonsenso. Per fini divulgativi è stato reso pubblico, da ormai diverso tempo, il risultato di un ventennio di ricerche, spesso fatte proprie da altri senza tuttavia citare mai l'autore. A chiunque è concessa la possibilità di attingere dal presente blog, a patto tuttavia che se ne citi sempre e comunque la fonte: trattasi d'una semplice regola di buonsenso.
venerdì 5 agosto 2016
Il contenuto del presente blog è coperto dai canoni e dalle regole del buonsenso. Per fini divulgativi è stato reso pubblico, da ormai diverso tempo, il risultato di un ventennio di ricerche, spesso fatte proprie da altri senza tuttavia citare mai l'autore. A chiunque è concessa la possibilità di attingere dal presente blog, a patto tuttavia che se ne citi sempre e comunque la fonte: trattasi d'una semplice regola di buonsenso.
mercoledì 7 novembre 2012
Quel touchscreen pieno di svarioni
Il Duomo
antico sconsacrato nel 1869, anziché nel 1860, il Monastero delle Benedettine
confuso erroneamente col Palazzo dei Giurati, la galleria di contromina del
bastione di S. Maria confusa invece col pian terreno dello stesso bastione, che
conterrebbe al suo interno una fonderia ubicata in realtà in tutt’altro
ambiente. Sono solo alcuni dei numerosi svarioni, in alcuni casi veri e propri
falsi storici, contenuti nella guida del Castello consultabile da qualche
giorno in un moderno e costoso schermo tattile (touchscreen) ospitato al primo piano della panoramica Badia
benedettina. In verità gli schermi tattili sono due. L’altro è dedicato alle
abbondanti e fortunate esplorazioni archeologiche condotte negli ultimi decenni
lungo la penisola milazzese. E’ ubicato anch’esso al primo piano del Monastero
delle Benedettine, luogo non certo opportuno per ospitare un touchscreen che
per la sua funzione di ausilio al visitatore, di introduzione alla visita,
meriterebbe piuttosto un luogo più frequentato, posto in prossimità
dell’ingresso della cittadella fortificata, nell’aula del Duomo antico, per
esempio. Un’ubicazione infelice, quella attuale, anche per l’inaccessibilità
del primo piano della Badia, a causa dell’ascensore ancora fuori uso, malgrado
un rassicurante cartello affisso la scorsa estate lasciasse presagire una messa
in esercizio dell’impianto di sollevamento in tempi rapidi, anche se già siamo a
novembre… E l’ascensore off-limits equivale a totale inaccessibilità per i
soggetti disabili, cui dunque rimane preclusa (oltre all’assaggio di qualche
suino o di un fungo porcino opportunamente inumidito dai prodotti delle
vendemmie) la consultazione di questi schermi tattili, in particolare la visita
virtuale al Castello, ahinoi piena zeppa di errori. Come la costruzione del
rivellino meridionale della cinta spagnola, fatta risalire al 1605, anno in cui
venne realizzato invece il contrafforte del bastione di S. Maria. Ma gli
svarioni abbondano: come quello che, sulla base di improbabile «documentazione
d’archivio», attesterebbe la presenza nel cantiere del Duomo antico
dell’ingegnere militare Diego Sanchez. O la notizia in base alla quale
l’architetto palermitano Giuseppe Gasdia sarebbe stato impegnato nella
costruzione della poderosa cinta spagnola.
Difficile risalire all’autore di questi inediti quanto stravaganti testi,
visto che il software del touchscreen non ne riporta misteriosamente la
paternità. Eppure da questo touchscreen tanto atteso, peraltro pagato con tanti bei soldini della
collettività, ci si aspettava un’informazione puntuale, scientifica: infatti, stando
almeno a quel che si vocifera, pare che i testi siano stati elaborati sotto
l’alta sorveglianza della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Messina. E dire
che le notizie, quelle attendibili e supportate da fonti archivistiche e
bibliografiche serie, non mancavano: diffuse addirittura online già da qualche
anno. Sarebbe bastato fare un semplice copia-incolla.
Si auspica quindi una revisione dei testi in tempi brevi, che
restituisca autorevolezza e serietà a questa visita virtuale della città
murata, preziosissima in un contesto in cui il default comunale rende improbabile
il reclutamento di nuove guide all’interno del complesso fortificato. Si
auspica inoltre, per le ragioni sopra esposte, il trasferimento dei due schermi
tattili in un’area posta all’ingresso del maniero.
(M. Tricamo, Oggimilazzo.it - 7 novembre 2012)
venerdì 26 ottobre 2012
lunedì 20 agosto 2012
ACCESSO FACILITATO PER CHI HA DIFFICOLTA' MOTORIE
Un Castello aperto a tutti, volto a favorire soprattutto la
visita di coloro i quali lamentano «significative difficoltà motorie». E’
questo l’impegno dell’Amministrazione comunale, la quale, di concerto con i
volontari de “La Compagnia del Castello”, ha istituito provvisoriamente un
servizio di assistenza finalizzato a favorire anche l’accesso con mezzi propri
di disabili e anziani che difficilmente potrebbero raggiungere il Duomo antico,
il Monastero delle Benedettine e l’area archeologica.
Nel comunicato affisso all’ingresso della cittadella
fortificata, frutto della fattiva collaborazione tra l’assessore ai servizi
sociali Massimo D’Amore e l’esperto Dario Russo, Comune e Compagnia del Castello,
«consapevoli dei gravi limiti alla visita dei luoghi, nel tentativo di venire
incontro il più possibile alle esigenze dei soggetti con difficoltà motorie»,
invitano a contattare il personale di servizio all’ingresso (sigg. Mario
Napoli, Tanino Lazzaro e Renzo Raimondo) e/o il recapito telefonico 3892571878 «per ottenere assistenza e/o
passaggio motorizzato al fine di raggiungere più agevolmente la nuova parte
visitabile». Il tutto in attesa che il servizio venga migliorato e reso
definitivo. A tal proposito si è attivato da tempo l’assessore D’Amore, che si
sta adoperando per dotare al più presto la cittadella fortificata di un mezzo
idoneo a trasportare anziani, disabili ed altri soggetti con difficoltà
motorie. Gli uffici comunali sono anche al lavoro per attivare l’ascensore
presente nel Monastero delle Benedettine, per il quale è stata già istruita la
pratica volta a stipulare regolare contratto di manutenzione con ditta
specializzata. Un ulteriore passo in avanti per garantire la piena fruizione a
chi non è in grado di salire qualche rampa di scale.
sabato 18 agosto 2012
ISTANZA ALL'ASSESSORE AI SERVIZI SOCIALI
Alla c.a. dell’assessore ai Servizi Socio-assistenziali.
e p.c. sig. Sindaco della Città di Milazzo
Oggetto: visita al Castello per i cittadini disabili.
Gent.mo,
la recente riapertura di nuovi spazi all’interno del ns. Castello, se da un lato attrae finalmente un numero più consistente di visitatori, dall’altro pone ancor più di prima il problema dell’accesso dei disabili. Poiché, col dissesto ormai alle porte, è improbabile che si possa affrontare tale problematica con un apposito servizio navetta, Le chiedo, confidando nel Suo buon senso, se è possibile, di concerto con gli altri assessorati ed in particolare col Comando dei Vigili Urbani, concedere, in deroga al divieto di accesso attualmente esistente all’ingresso della cittadella fortificata, l’accesso con automobile ai soli disabili sin davanti al Monastero delle Benedettine oppure sino al piazzale antistante il Duomo antico.
A tal proposito mi permetto di suggerire una previa comunicazione telefonica dei cittadini interessati all’ufficio comunale preposto, da farsi il giorno precedente la visita con tanto di numero di targa del veicolo al quale sarà concesso questo piccolo ma doveroso privilegio, onde consentire al personale in servizio al Castello di aprire, all’orario concordato, i due cancelli posti all’entrata del complesso monumentale.
Certo di un Suo pronto riscontro, colgo l’occasione per porgerLe un cordiale saluto.
Massimo Tricamo
PRO MUSEO GARIBALDINO AL MONASTERO
Ill.mo sig. SINDACO
della CITTA’ DI MILAZZO
Oggetto: proposta per potenziare l’offerta turistica del Castello di Milazzo (Museo Garibaldino).
Facendo seguito alla proposta avanzata dallo scrivente nell’ambito del Comitato cittadino per il 150° dell’Unità d’Italia, istituito lo scorso anno dalla S. V., e cioè l’istituzione di un Museo Garibaldino entro la cittadella fortificata, torno a disturbarLa approfittando della recente inaugurazione del Monastero delle Benedettine, all’interno del quale l’Amministrazione da Lei presieduta, unitamente alla Sovrintendenza di Messina, ha individuato gli spazi destinati ad ospitare il suddetto spazio museale.
Ebbene, allo scopo di potenziare l’offerta turistica della cittadella fortificata, anche nel periodo invernale, sarebbe opportuno - in attesa di tempi migliori per le casse comunali e dunque in assenza di finanziamenti appositi per l’acquisto di espositori e per sostenere le altre spese necessarie - procedere da subito all’allestimento, entro il Monastero delle Benedettine, di una sala in cui esporre un primo minuscolo ma significativo nucleo dell’istituendo spazio museale. A tal proposito fornisco di seguito l’elenco dei reperti che potrebbero essere esposti nel monastero, impreziosendo così l’offerta turistica dello stesso:
- letto usato da Garibaldi a Merì alla vigilia della battaglia del 20 luglio 1860 (attualmente custodito presso Palazzo D’Amico);
- scrittoio utilizzato da Garibaldi a Merì (Palazzo D’Amico);
- quadro ottocentesco dell’Eroe dei due mondi (Palazzo D’Amico);
- l’antica lapide del Pascoli conservata nel sottoscala del Palazzo Municipale;
- asta portabandiera già in casa Gaetani a Merì (Palazzo D’Amico);
- medaglie conferite a un garibaldino filippese (Palazzo D’Amico);
- le litografie risalenti al XIX sec. raffiguranti garibaldini illustri (Archivio Storico comunale);
- manoscritto-ricordo sulla battaglia di Milazzo sottoscritto in diversi comuni italiani nella seconda metà dell’Ottocento e custodito nell'Archivio Storico;
- verbale della cerimonia di apposizione della lapide del 1882 nella facciata della chiesa di S. Maria Maggiore (Archivio Storico comunale);
- qualche volume sulla Battaglia di Milazzo pubblicato nel 1860 e negli anni immediatamente successivi (Biblioteca Comunale);
- tutta la documentazione originale sulla Battaglia di Milazzo compilata e raccolta dal Presidente del Comitato Rivoluzionario Stefano Zirilli (1812-1884), acquistata presso i mercati antiquari dallo scrivente e donata recentemente all’Archivio Storico comunale;
Per la custodia del materiale manoscritto, delle pubblicazioni della Biblioteca Comunale e delle medaglie si consiglia l’utilizzazione delle cinque teche restaurate dal maestro falegname Franco Russo e custodite a Palazzo D’Amico (attualmente quasi tutte vuote).
Ovviamente per l’allestimento del minuscolo spazio garibaldino di cui sopra lo scrivente offre con piacere la propria collaborazione a titolo gratuito.
Milazzo, 9 agosto 2012.
Con osservanza,
Massimo Tricamo
giovedì 9 agosto 2012
INAUGURATO IL MONASTERO DELLE BENEDETTINE
Milazzo
si riappropria finalmente del proprio Castello. A presenziare alla
cerimonia di consegna del Monastero delle Benedettine, tenutasi ieri
sera nei locali ben climatizzati dell’annessa chiesetta del SS.
Salvatore, circa un centinaio di persone. In verità, per alcuni di loro è
stata un’opportunità per rivisitare, dopo oltre due anni dall’altra
cerimonia inaugurale firmata Lorenzo Italiano, una piccola porzione
della cittadella fortificata, per la quale, come ha ammesso lo stesso
primo cittadino, c’è ancora tanto da fare. Restano infatti off-limits
l’intera cinta muraria esterna, coi vasti spazi disponibili all’interno
dei bastioni di S. Maria e delle Isole, e tutta l’area alle spalle del
teatro all’aperto (cinta aragonese e Mastio normanno-svevo).
Nell’auspicare che nuove porzioni della cittadella si rendano presto
fruibili - qualcosa si potrebbe sbloccare già a fine anno - Pino,
affiancato dall’assessore alla Cultura Stefania Scolaro, non ha mancato
di ringraziare quanti si sono adoperati per favorire la riconquista del
monastero e di parte dell’area archeologica, dal dinamico RUP arch.
Ferdinando Torre ai giovani volontari coordinati dall’esperto Dario
Russo, che ha approntato un abbozzo di programmazione per tentare di
vivacizzare, anche nelle ore notturne, l’edificio conventuale sino ai
primi di settembre: sono previste, tra l’altro, degustazioni di vini e
di prodotti tipici e momenti di lettura. Da parte sua, il sindaco Pino,
non ha trascurato di ringraziare anche le «voci critiche di coloro i
quali in questi due anni hanno comunque rappresentato un pungolo, un
utile stimolo al fine di riconquistare questa porzione di Castello», che
effettivamente consente finalmente ai Milazzesi di godersi uno degli
edifici più interessanti del complesso fortificato e di assaporare nel
contempo viste mozzafiato, come quelle osservabili affacciandosi alle
finestre di quelle che un tempo furono le celle delle monache
benedettine o alla panoramica chiostrina dove alla fine della cerimonia è
stato ospitato il rinfresco.
L’area
attualmente visitabile consente di giungere, attraverso la
predisposizione di corde e transenne, sino alla porta Aragonese,
snobbando però una buona metà dell’area archeologica, esclusa dal
circuito di visita malgrado il collaudo positivo. A tal proposito
sarebbe opportuno restituire alla pubblica fruizione anche quest’area
degli scavi, sbarrando attraverso l’uso congiunto di paletti, corde e
transenne l’accesso al bastione delle Isole ed alla chiesetta
dell’Annunziata (Massimo Tricamo, oggimilazzo.it, 9 agosto 2012)
domenica 5 agosto 2012
TORNA IL BUON SENSO
Questa volta in Comune ci hanno preso in parola. Da ieri
all’ingresso del nostro Castello campeggia un foglio A4 stampato al computer e recante
la seguente dicitura: «questa struttura resterà temporaneamente aperta dal 3 al
9 agosto nei seguenti orari: 8:30-13:30; 16:30-21:30». Il foglio è corredato
dal timbro del Comune. Appena la settimana scorsa avevamo lamentato la
vergognosa assenza di qualsivoglia comunicazione agli utenti, soprattutto in
questi giorni d’intenso afflusso turistico. Ma non è l’unica sorpresa
riservataci dagli uffici comunali, che sembra si stiano organizzando per
modificare gli orari dal prossimo 10 agosto, prevedendo addirittura l’apertura
notturna sino ad oltre la mezzanotte.
Intanto per il prossimo 10 agosto, alle ore 18,30, è
prevista anche l’apertura (finalmente!) di uno degli antichi fabbricati recentemente
oggetto di interventi di manutenzione. Si tratta del Monastero delle Benedettine
(impropriamente denominato “Palazzo dei Giurati”), dove dal 10 agosto al 9 settembre sarà possibile
visitare una mostra allestita dal sodalizio “Compagnia del Castello” al fine di
illustrare idee e progetti di valorizzazione del complesso fortificato, frutto
del gruppo di lavoro coordinato dall’esperto del sindaco prof. Dario Russo.
Naturalmente sarà possibile visitare anche la mostra di
antichi reperti, giunta al suo settimo anno di vita, allestita dalla Società
Milazzese di Storia Patria entro la Sacrestia del Duomo antico. Allestita in
collaborazione col Comune di Milazzo e la Sovrintendenza ai BB. CC. e AA. di
Messina, l’esposizione mette in mostra reperti rinvenuti all’interno dello
stesso maniero: ben 232 antiche monete, bottoni di divise militari, pipe e
fischietti in terracotta, medagliette devozionali, pietre focaie ed antichi
proiettili, ditali, e, tra l’altro, la riproduzione dell’orribile “gabbia di
Milazzo” rinvenuta nel 1928 ed oggi custodita presso il Museo Criminologico di
Roma.
Proprio ieri intanto, mentre pare che l’intervento di
bonifica dalle zecche non sia stato ancora eseguito (sebbene affidato sin dai
primi di luglio alla Radition s.a.s. di Milazzo che percepirà € 1.645,60 iva
inclusa), sono stati avvistati all’interno della cittadella fortificata, in
prossimità del Monastero delle Benedettine e dell’area archeologica, due cani
randagi, potenziali veicoli di ulteriori zecche. Pur rappresentando una
presenza simpatica all’interno dell’austero complesso monumentale, anche se non
manca chi teme per l’incolumità dei bambini in visita, richiamano alla mente i
mille cani presenti nel tempio del Dio Adranos, raffigurati in una moneta
mamertina del III sec. a. C. rinvenuta qualche anno fa proprio dirimpetto al
Monastero delle Benedettine: tali cani,
sacri per il Dio Adranos, erano in grado
di accogliere i visitatori del tempio, accompagnandoli a casa se ubriachi e
sbranandoli se ladri. Guardiani ideali per il nostro Castello.
MASSIMO TRICAMO (oggimilazzo.it, 4 agosto 2012)
martedì 31 luglio 2012
STOP ALLE ZECCHE!
Affidato il servizio di
«disinfestazione da presenza di zecche» all’interno del Castello. Ad
eseguire l’intervento la ditta Radition s.a.s. di Milazzo che percepirà €
1.645,60, iva inclusa. L’intervento, disposto al fine «di garantire le
condizioni igienico-sanitarie volte a tutelare l’incolumità dei
visitatori», è scaturito dalla presentazione, il 2 luglio scorso, di
un’interrogazione del consigliere Damiano Maisano, a seguito della
sfortunata visita di una coppia di sposini, assaliti dalle zecche nel
giorno del loro matrimonio mentre erano in posa davanti al fotografo.
SEMPRE PIU' CASTELLO DEI DESIDERI
Ci
risiamo. Ancora una volta i turisti sono rimasti fuori dal Castello,
già chiuso alle 19,00 di ieri. Ancora una volta l’ennesima dimostrazione
che a Milazzo di turistico c’è solo la vocazione. Proprio la settimana
scorsa avevamo annunciato con soddisfazione quella che sembrava una
buona notizia per il più importante bene culturale cittadino: la
dilatazione dell’orario di apertura pomeridiana dalle 15,00 alle 21,00,
contrariamente all’orario invernale (15,30-18,30) rimasto in vigore sino
al 16 luglio scorso. Ma l’apertura sino alle 21,00, scaturita dalla
delibera di Giunta n. 78 del 12 luglio 2012, con la quale è stata
adottata un‘integrazione oraria per il personale contrattista ed LSU in
servizio al Castello, è durata appena due settimane. Già da ieri,
infatti, ha trovato applicazione una disposizione interna del dirigente
preposto che, a causa di un problema di natura burocratica (mancata
esecutività del provvedimento?), ha intimato ai contrattisti di tornare
nuovamente all’orario invernale.Ovviamente
nessuna comunicazione è stata data a cittadini e turisti, unici e soli
fruitori del maniero, i quali da qualche giorno brancolano nel buio,
visto che sono state rimosse le tabelle orarie affisse all’ingresso del
maniero.
Evidentemente
negli uffici comunali non si ritiene opportuno comunicare le variazioni
orarie agli utenti: basta darne comunicazione ai dipendenti, segno
evidente che i contenitori culturali di Milazzo, dal Castello a Palazzo
D’Amico, sono pensati non per garantire un servizio alla collettività,
ma solo ed esclusivamente per offrire posti di lavoro. E così il 27
luglio, nel cuore della stagione estiva, il Castello torna ad essere
bistrattato, senza un briciolo di buon senso, come emerge chiaramente
dal seguente interrogativo: considerato che i contrattisti possono
attualmente prestare servizio soltanto tre ore anziché sei, non sarebbe
stato più opportuno tornare alle tre ore lavorative, distribuendole
dalle 17,30 alle 20,30 (ore fresche) piuttosto che dalle 15,30 alle
18,30 (ore calde)? Perché non ci si mette ogni tanto nei panni di
turisti e visitatori? Come si fa a visitare il Castello sotto il sole
cocente delle 15,30? E ancora, tornando alle tabelle orarie: è possibile
che un adempimento così banale, ossia un semplice foglio A4 da stampare
al computer o scritto addirittura con un modestissimo pennarello,
rappresenti per il Comune di Milazzo un ostacolo insormontabile? E’ così
difficile affiggere un semplice foglio di carta recante un avviso di
questo tenore: «Ci scusiamo per il disagio, ma per problemi tecnici dal
prossimo 27 luglio il Castello, nelle ore pomeridiane, resterà aperto
soltanto dalle ore X alle ore Y»? Dobbiamo assistere ancora una volta a
scene mortificanti come quella di ieri sera, coi turisti disorientati di
fronte ad un cancello d’ingresso già sbarrato alle 19,00 e senza alcuna
tabella oraria? Concludendo, occorre aggiungere che il ritorno
all’orario invernale potrebbe compromettere anche l’apertura domenicale
pomeridiana, come già accaduto qualche volta in passato (Massimo Tricamo, oggimilazzo.it, 28 luglio 2012).
lunedì 23 luglio 2012
FINALMENTE GLI ORARI ESTIVI
Finalmente
una buona notizia per il Castello di Milazzo. L’Amministrazione
comunale ha infatti adottato gli orari estivi. Meglio tardi che mai,
visto che luglio volge ormai al termine. La chiusura pomeridiana, sino
allo scorso lunedì prevista per le 18,30, è stata infatti dilatata sino
alle 21,00, con apertura prevista per le 15,00. Nessuna novità invece
per gli orari mattutini: il Castello, che continuerà a rimanere chiuso
il lunedì, sarà infatti visitabile, come prima, dalle 9:30 alle 12:30. A
determinare le nuove fasce orarie la delibera di Giunta n. 78 dello
scorso 12 luglio, con la quale è stata deliberata un‘integrazione oraria
per il personale contrattista ed LSU, anche a seguito dei numerosi
pensionamenti (ben 34) che si sono verificati nell’ente dal gennaio 2010
ad oggi.
domenica 8 luglio 2012
PROPOSTA PER UNA FRUIZIONE IN TEMPI DI DISSESTO
La dichiarazione di dissesto
è ormai vicina. E non pochi sono quelli che temono un congelamento della
fruizione turistica del Castello a causa della carenza di fondi che impedirebbe
in primo luogo il pagamento del personale attualmente in servizio. In tal caso
allora è necessario adottare decisioni radicali e coraggiose, prendendo esempio
dal passato, dai recenti anni Novanta, quando le visite al più importante bene
culturale cittadino venivano assicurate da un solo dipendente, quel Mario
Napoli, la cui spigliata, energica ed appassionata presentazione del maniero non
ha mancato di farsi apprezzare da migliaia e migliaia di turisti venuti a
Milazzo. Tornare al passato, dunque, ma approfittando delle migliorie che in
questi ultimi anni sono state apportate all’interno della cittadella
fortificata. Come il costosissimo impianto di videosorveglianza, le cui
modernissime videocamere a 360° gradi, sino ad oggi mai utilizzate, sono state
installate nel corso degli ultimi lavori di manutenzione. Una decina di occhi
artificiali che garantirebbe al buon Napoli una vigilanza continua,
prescindendo dunque dal ricorso a decine di accompagnatori lungo il percorso di
visita, che dovrà necessariamente essere dotato di tabelle turistiche bilingue
in grado di offrire al visitatore un’informazione spicciola ma efficace sulle
singole realtà architettoniche dislocate entro la città murata, analogamente
alla cartellonistica già presente nell’area archeologica dell’antica cittadella,
che proprio in questi giorni ha ottenuto il necessario collaudo. E’ altresì necessario
che il lavoro delle videocamere venga supportato da una continua e costante
registrazione digitale, in modo tale da attivare l’intervento delle forze
dell’ordine nel caso in cui dovessero riscontrarsi furti o atti vandalici.
E tornare al passato
significa anche istituire nuovamente il biglietto d’accesso al complesso
fortificato e soprattutto all’antico Duomo, bene quest’ultimo - conviene non
dimenticarlo - di proprietà comunale. Un ticket che avrebbe lo scopo di far
fronte ad un essenziale ma efficace servizio di giardinaggio e di pulizia,
finanziando nel contempo gli straordinari del dipendente comunale preposto alla
custodia del Castello, le opere di disinfestazione, gli eventuali oneri
assicurativi, la revisione periodica dei dispositivi antincendio, minuscole
manutenzioni e tra l’altro il costo dei pannelli bilingue.
A tal proposito ci piace
ricordare che con delibera n. 6 del 21 gennaio 2011 la Giunta comunale, sulla base
delle risultanze statistiche degli anni precedenti, aveva determinato l’importo
del biglietto d’ingresso al Castello in sette euro per le «visite a biglietto
intero» ed euro 3,50 per quelle «a biglietto ridotto». E poiché la stima di coloro
i quali avrebbero pagato il biglietto ammontava a 17.000 visitatori annui
(7.000 interi e 10.000 ridotti), la Giunta nella suddetta delibera aveva
previsto in bilancio un introito di ben 84.000 euro, una cifra più che
sufficiente per sostenere le spese di cui sopra.
Il Castello non può e non
deve rimanere privo di fruizione, nemmeno in tempi di dissesto. Consentirne liberamente
la visita ai turisti, precludendo loro, in attesa di tempi migliori, l’accesso
ai singoli fabbricati, che resterebbero chiusi tranne il Duomo antico ed il
Monastero delle Benedettine, per il quale sono state già stanziate le somme
necessarie per l’allestimento del Museo della Città Murata, è una sfida
possibile e doverosa, anche con un solo dipendente (che andrà necessariamente avvicendato
con altro nel caso di ferie o malattia). Se poi il dissesto, come sembra
emergere dalle ultime dichiarazioni dell’Amministrazione comunale, non
precluderà l’opera dei contrattisti e di altri soggetti che sino ad oggi hanno
prestato servizio all’interno del Castello, beh, allora, tanto meglio. Saremo
in grado la prossima estate di rendere fruibile alla collettività il nostro
monumento per antonomasia? L’impresa è ardua, ma non impossibile. E in città
non manca chi, come lo scrivente, è disposto ad offrire gratuitamente le
proprie energie ed il proprio tempo libero per dare una mano.
lunedì 14 maggio 2012
GIROLAMO FUDULI - SUGGERIMENTI PER LA VALORIZZAZIONE DELLA CITTADELLA FORTIFICATA
Suggerimenti per la valorizzazione del “Castello” di Milazzo
(relazione tenuta il 5 ottobre 2008 da Girolamo Fuduli, segretario della Società Milazzese di Storia Patria, in occasione dell'inaugurazione dell'anno sociale 2008/09 del Lions Club di Milazzo)
Breve analisi storica
Quando si scrive del Castello di Milazzo, in realtà, si fa riferimento ad una “città murata” – di cui rimane qualche labile traccia – racchiusa dentro una duplice cinta muraria bastionata, e a un imponente Mastio edificato da Federico II intorno ad un nucleo arabo-normanno.
Le vicende storiche di questo sito – che ha ospitato ininterrottamente almeno da 4000 anni insediamenti umani – si intrecciano con la storia siciliana e, talvolta, per la sua importanza strategica, con quella europea. Se ancora oggi sono appena visibili le vestigia arabo-normanne, risultano più evidenti le sveve, le aragonesi, le spagnole e quelle più recenti lasciate da borbonici e da inglesi. Testimonianze più antiche sono invece documentate dal ritrovamento di monete, frammenti ceramici, suppellettili e oggetti di vario tipo risalenti al periodo classico.
Proposte per la sua valorizzazione
Lo straordinario sistema difensivo che punteggia la rocca, nonostante l’ingiuria del tempo e l’incuria dell’uomo, ha conservato immutato tutto il suo fascino e, solo recentemente, è stato restituito parzialmente alla pubblica fruizione. Nei primi anni ’70 si sviluppò un interessante dibattito in relazione al ruolo strategico che tutta l’area della rocca avrebbe potuto avere nell’economia del nostro territorio per il suo sviluppo turistico e, tuttavia, già da allora venivano avanzate proposte criticabili. Rimonta proprio a quel periodo una tesi di laurea in Architettura discussa in un prestigioso ateneo italiano, nel quale era previsto che l’intera area fosse adibita a cittadella turistica edificandovi strutture ricettive e ricreative; e altrettanto singolare appare il contenuto di una lettera indirizzata dalla Pro Loco cittadina alla Soprintendenza, nella quale si consigliava l’abbattimento dell’antico monastero delle Benedettine, in quanto – si sosteneva – che quei ruderi deturpassero la bellezza del luogo. In questo contesto si inserisce la realizzazione, oggi sicuramente non più proponibile, del grande “teatro all’aperto” che ha indubbiamente compromesso l’euritmia delle possenti architetture. Negli anni ’90 il recupero del Duomo antico e il consolidamento di alcuni manufatti innescò un serrato dibattito sulla correttezza filologica dei restauri e sulla congruità delle tecniche adoperate, lasciando un po’ in ombra un tema che invece si sarebbe dovuto fin d’allora sottoporre con maggiore insistenza all’attenzione dell’opinione pubblica e che oggi si presenta in tutta la sua rilevanza, in vista delle notevoli risorse finanziarie impegnate per il completo recupero degli edifici e degli spazi liberi. È ovvio che una corretta utilizzazione del “Castello” non può prescindere dalla sua lunghissima storia e da quelle che sono le sue straordinarie peculiarità. Infatti, è noto che sul palazzo fortificato di epoca arabo-normanna si inserì e si sviluppò il maschio federiciano; ad esso successivamente si aggiunse la cinta aragonese che testimonia il passaggio dai torrioni rettangolari, finalizzati sostanzialmente ad una difesa verticale adatti a meglio contrastare le nuove tecniche di offesa. Anche in età spagnola Milazzo continuò a svolgere un ruolo strategicamente importantissimo nel sistema difensivo dell’isola tant’è che in questo periodo si costruì una ciclopica cinta muraria bastionata con le caratteristiche più avanzate dell’architettura fortificatoria di quel periodo. Alla progettazione di queste imponenti muraglie furono chiamati nel tempo i più noti architetti militari. Nomi che si conoscono: Riccardo da Lentini, Antonio Ferramolino, Giulio Lasso, Camillo Camilliani, Orazio Del Nobile, Diego Sanchez, Pietro Novelli.
Questo breve excursus è sufficiente a tracciare le linee guida lungo le quali ci si dovrebbe muovere per un’intelligente valorizzazione di questo importante complesso architettonico e, primariamente, bisognerebbe stilare un progetto che ne esalti e ne rimarchi la sua eccezionale peculiarità, ossia quella di rappresentare una testimonianza, ancora compiutamente leggibile, dell’evoluzione del sistema difensivo europeo. A tale scopo, ad esempio, i vari ambienti che si susseguono all’interno del Mastio, una volta restaurati potrebbero essere adibiti a sale espositive in cui evidenziare con immagini cartografiche, iconografiche, fotografiche, con documenti, modelli, diorami e reperti vari, gli epici avvenimenti svoltisi sul nostro territorio, che talvolta si incrociarono con la grande Storia (la vittoria riportata nel 260 a. C. da Caio Duilio con la quale Roma si impose come grande potenza marinara; la battaglia navale del 36 a. C. che sancì la nascita dell’impero romano con la vittoria di Ottaviano su Pompeo; la contesa tra aragonesi e angioini che vide Carlo D’Angiò collocare nella nostra città il suo quartier generale; il lungo assedio del 1718 da parte dell’esercito spagnolo che invano tentò di riconquistare la nostra Piazza; la battaglia del venti luglio 1860 che spianò a Garibaldi la strada per il continente determinano l’accelerazione del nostro processo unitario.) Infine, la prestigiosa “Sala del Parlamento” potrebbe ospitare un plastico in cui evidenziare tutte le complesse fortificazioni, anche quelle più periferiche, servendosi soprattutto del dettagliato documento cartografico, attualmente conservato nell’Archivio di Stato di Napoli.
In questo contesto sarebbe auspicabile indire un concorso di modellismo a tema, sollecitando la collaborazione delle numerose associazioni che operano nel settore, in quanto ciò rappresenterebbe un originale supporto per una nuova didattica della Storia e potrebbe aprire la strada a un qualificato turismo culturale. Uno degli ambienti del Mastio potrebbe essere dedicato a Stefano Zirilli, esperto di cose militari e tra i più illustri protagonisti del Risorgimento siciliano. È noto, infatti, che durante la rivoluzione del 1848 fondò a Palermo una scuola militare per allievi ufficiali, provvide alla difesa delle coste dell’isola, diede vita e diresse un giornale militare; in seguito, nominato Direttore del Genio, attivò l’armamento della Sicilia, formò due battaglioni stranieri, approvvigionò le Piazze e i Forti sviluppando l’attività di parecchie fabbriche d’armi. La sua biblioteca custodiva preziosissimi trattati militari e rari strumenti di rilevazione, materiale che, almeno in parte, potrebbe essere recuperato ed esposto, rendendo così un doveroso omaggio a questo nostro grande concittadino.
È bene tuttavia sottolineare che l’inserimento del patrimonio architettonico del “Castello” in un circuito museale non preclude la possibilità di battere altre strade per una sua maggiore valorizzazione. È possibile, infatti, tracciare degli itinerari paesaggistici attrezzando dei punti di sosta (quali ad esempio l’area contigua al monastero delle Benedettine, la terrazza della così detta Torre Saracena, quella del bastione di Santa Maria), da cui poter ammirare panorami di ineffabile bellezza; non meno suggestiva appare la prospettiva di poter procedere lungo le gallerie di contromina o di visitare i luoghi più reconditi del bastione di Santa Maria o delle Isole. I percorsi dovrebbero essere ovviamente dotati di moderni sistemi audiovisivi, atti a fornire notizie e informazioni agli studiosi e ai visitatori. Si potrebbe realizzare anche un prestigioso parco letterario traendo spunto sia dalle numerose citazioni del “Castello” contenute nella memorialistica garibaldina o sia dalla descrizione con la quale Federico De Roberto lo ricordò nel romanzo “L’Illusione”.
Va da sé che lo studio e la ricerca dovrebbe essere continuamente stimolata organizzando convegni, seminari e incontri con studiosi, studenti ed esperti al fine di approfondire la conoscenza di questa rara testimonianza di architettura fortificatoria.
martedì 8 maggio 2012
PICCOLI PASSI PER IL MUSEO DELLA CITTA’ MURATA
In attesa di poter finalmente disporre del nostro Castello – chissà quando – un’ottima notizia giunge dalla sezione archeologica della Sovrintendenza di Messina. L’archeologa Gabriella Tigano, direttore dei lavori nel cantiere di scavo che ha riportato alla luce i perimetri murari dell’antico abitato della città murata, ha ottenuto dal dirigente comunale ai LL.PP. arch. Natalia Famà l’approvazione di una perizia di variante con la quale sono state stornate alcune somme del maxi finanziamento di 11 milioni di euro al fine di allestire un piccolo spazio museale in cui valorizzare adeguatamente i numerosi reperti rinvenuti durante gli scavi del biennio 2008/09.
Si tratta dell’idea, caldeggiata per anni dalla Società Milazzese di Storia Patria, d’istituire entro la cittadella fortificata quel Museo della Città Murata che ha già avuto un suo timido e minuscolo nucleo originario nella mostra allestita nel 2005 dal sodalizio milazzese nella Sacrestia del Duomo antico. Una serie di reperti, quelli rinvenuti nel 2009 dalla Sovrintendenza di Messina nell’antico abitato della città murata, che in parte è stata già esposta nell’Antiquarium “Domenico Ryolo” di via Impallomeni un anno fa, nel maggio 2011, quando i visitatori hanno potuto ammirare ceramiche, stoviglie, pipe in terracotta e numerosi altri oggetti di uso quotidiano risalenti perlopiù all’età moderna.
Per la realizzazione dell’allestimento museale è stato previsto un investimento totale di circa 70.000 euro, stornati senza alcun incremento di spesa. Circa 10.000 euro sono stati invece previsti per la redazione di un’elegante pubblicazione scientifica in cui raccogliere ed illustrare le indagini di scavo ed i reperti rinvenuti.
Un plauso va dunque alla dott.ssa Tigano, alla quale Milazzo deve gran parte della recente riscoperta del proprio lontano passato e che anche in questa occasione ha dimostrato di amare profondamente la nostra Città (pubblicato su oggimilazzo.it il
I CROCIERISTI ED IL CASTELLO DEI DESIDERI
I recentissimi approdi della Costa Voyager nel nostro porto hanno trovato Milazzo, almeno per quel che riguarda il suo importante bene culturale, notevolmente impreparata ad accogliere i turisti, ai quali è stata preclusa ancora una volta la porzione più antica e indubbiamente più suggestiva del Castello. La visita, se così la si può chiamare, si è infatti miseramente fermata all’inestetica recinzione di cantiere che da ormai due anni fa brutta mostra di sé dirimpetto all’antico Duomo, all’interno del quale i turisti han trovato conforto soltanto nella buona volontà del personale comunale e di quello delle cooperative e nella minuscola offerta culturale rappresentata dalla mostra permanente di antichi oggetti di uso quotidiano curata dalla Società Milazzese di Storia Patria (priva però di presentazione e didascalie nelle più diffuse lingue straniere) e da un volantino redatto in lingua francese che illustrava sinteticamente soltanto la modesta area visitabile (entrata e Duomo antico).
Sinceramente, considerando l’imminente inizio della stagione estiva e l’afflusso dei crocieristi già in corso, non si comprende perché l’Amministrazione comunale si ostini a precludere ai visitatori il resto della città murata. Non crediamo che le pastoie burocratiche e le difficoltà riscontrate nel collaudare il Mastio ed il bastione delle Isole bastino da sole a giustificare il divieto di accesso alla porzione più bella della cittadella fortificata.
Recentemente sono state diffuse a mezzo stampa notizie, relative alla futura destinazione che si vorrebbe dare alla stessa cittadella fortificata, che stridono fortemente con la triste realtà in cui versano le casse comunali sempre più vicine al dissesto. Non sarebbe allora il caso di restare coi piedi per terra, affrontando la delicata problematica della fruizione del Castello con progetti ben più modesti e fattibili? Per esempio consentendo ai visitatori la visita parziale del maniero con guida al seguito lungo la stradella che dal Duomo antico conduce sino all’ingresso del Mastio, evitando l’accesso ai locali ancora sprovvisti di collaudo? Così facendo i turisti potrebbero ammirare - senza entrare all’interno dei diversi fabbricati e rimanendo dunque sempre all’aperto - l’area archeologica posta in prossimità del bastione delle Isole, i panorami mozzafiato del Tono e del Capo visibili accanto al Monastero delle Benedettine e soprattutto potrebbero vedere da vicino la cinta e la porta aragonese ed ancora avere un assaggio della corte del Mastio, all’ingresso del quale una serie di transenne impedirebbe l’accesso alle zone in cui ancora mancano i collaudi.
Si tratterebbe certamente di ben poca cosa, ma almeno, dopo tutti i milioni di euro spesi, si consentirebbe ai turisti di ammirare qualcosa in più del solo Duomo antico, evitando peraltro stupide discriminazioni come quella registratasi in occasione del primo arrivo della Voyager, quando un esperto del sindaco - come candidamente riferito da un’associazione cittadina in un comunicato stampa - aveva «guidato una delegazione composta dallo staff della nave, della compagnia crocieristica Taaj e dalla Tour manager attraverso tutta la Cittadella fortificata» (pubblicato su oggimilazzo.it il 28 aprile 2012 ).
venerdì 30 dicembre 2011
RELAZIONE DI BEN 62 PAGG. SUI REPERTI IN MOSTRA A CURA DELLA SOCIETA' MILAZZESE DI STORIA PATRIA
«Vengono qui presentati i materiali della discarica settentrionale del Castello, materiali raccolti agli inizi degli anni ’90 dai membri della Società Milazzese di Storia Patria, che seguivano gli interventi effettuati dal Comune ed il dilavamento dei riempimenti sottostanti il castello raccogliendo quanto
man mano appariva in superficie dopo le piogge tanto da realizzare un’esposizione dei ritrovamenti in alcuni ambienti del Duomo vecchio a Milazzo» (S. Fiorilla).
Una lunga relazione, pubblicata nelle pagine della rivista "Archivio Storico Messinese", esamina dettagliatamente alcuni dei reperti individuati dai soci della Società Milazzese di Storia Patria - guidati dall'infaticabile Carmelo Fulco - ed oggi in mostra nella Sacrestia dell'antico Duomo di Milazzo, primo nucleo dell'auspicato museo della città murata. La relazione è consultabile integralmente al seguente link:
http://www.societamessinesedistoriapatria.it/archivio/91_92/fiorilla.pdf
«Ricordo con affetto il prof. Giacomo Scibona che mi persuase ad affrontare questo studio offrendomi l’opportunità di ampliare le mie conoscenze all’area nordorientale della Sicilia. Sono grata al Sig. Carmelo Fulco della Società Milazzese di Storia Patria che è stato prodigo di informazioni e di dati sui ritrovamenti e il castello.
Oggi lo studio viene pubblicato grazie alla disponibilità della dr. Gabriella Tigano e del prof. Federico Martino ai quali sono grata. Viene temporaneamente rimandata la parte dello studio dei rinvenimenti di epoca antica che era curata da Giacomo Scibona» (S. Fiorilla).
I RECENTI SCAVI NELLA RELAZIONE DELL'ARCHEOLOGA TIGANO
E' stato recentemente pubblicato sulla storica rivista della Società Messinese di Storia Patria il primo rapporto della Sovrintendenza di Messina (sezione archeologica) sulla campagna di scavi condotta entro la città murata:
http://www.societamessinesedistoriapatria.it/archivio/91_92/tigano.pdf
http://www.societamessinesedistoriapatria.it/archivio/91_92/tigano.pdf
venerdì 18 novembre 2011
FINALMENTE LE RINGHIERE DI PROTEZIONE!
Interrotti da qualche giorno i lavori al Castello, dove si stanno realizzando la rampa d’accesso al grande salone con camino del Mastio, la manutenzione dell’impianto d’illuminazione artistica e la messa in sicurezza dei percorsi esistenti sulla cinta spagnola.
L’assenza di sicurezza sulle alte muraglie esterne del complesso fortificato aveva infatti suscitato le dure critiche di studiosi ed associazioni culturali, che nel maggio 2010, durante la precoce e contestata cerimonia d’inaugurazione del maniero, avevano temuto per l’incolumità dei numerosi visitatori, lasciati scorrazzare liberamente senza guide e limitazioni d’accesso in un percorso altamente pericoloso.
Adesso, per ovviare a questa problematica, l’impresa appaltatrice sta finalmente dotando i percorsi di opportune ringhiere di protezione, anche se ancora c’è tanto da fare: mancano infatti le chiusure alle circa cinquanta caditoie – un tempo adibite alla difesa piombante – poste sulle alture della cinta spagnola, vere e proprie trappole soprattutto per i più piccoli, che potrebbero finirvi dentro.
E’ auspicabile dunque che, alla ripresa dei lavori, si ponga prontamente rimedio a quest’altro inconveniente. E’ auspicabile, altresì, che vengano estirpati, approfittando della presenza dell’impresa in cantiere, i numerosi cespugli di vegetazione spontanea che continuano a deturpare le mura esterne dell’antico maniero, nonostante l’opera di diserbamento eseguita durante i recenti lavori di manutenzione.
lunedì 24 ottobre 2011
UN AUTOREVOLE NO AL NUOVO TEATRO ALL'APERTO
Continua a suscitare notevoli perplessità il comportamento ostinato dell’Amministrazione Comunale di Milazzo, che persiste nel voler impiantare un nuovo teatro all’aperto entro le antichissime mura del Castello di Milazzo. A manifestare il suo no deciso ed autorevole questa volta è stato il dottor Franco Chillemi, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Catania, nonché profondo cultore di memorie patrie ed autore di diverse pubblicazioni storiche sulla città di Milazzo. L’ultima in ordine di tempo, quella intitolata «Milazzo - guida alla città perduta» (Ciofalo ed., Messina 2011) presentata proprio ieri a Palazzo D’Amico in occasione dell’apertura del nuovo biennio sociale della FIDAPA milazzese, il sodalizio presieduto da Graziella Cuzzupè.
Il secco ed energico no di Franco Chillemi rafforza dunque la tesi di quanti sino ad oggi in città hanno manifestato la propria contrarietà ad un’opera balzana, la quale non farebbe altro che assorbire un terzo o addirittura la metà dell’intero finanziamento di oltre otto milioni di euro richiesto dalla stessa Amministrazione Comunale, distraendo così somme necessarie invece per eseguire importantissimi lavori lasciati a metà, dal recupero dei torrioni della cinta aragonese a quello dei bastioni della cinta spagnola.
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